venerdì 26 ottobre 2012

So it goes #20

«Quando uno scrittore dice ‘La mia opera parte dall’autobiografia’», dico a X, «sempre mi viene in mente Genet che diceva ‘Scrivo perché mi si ami’». «Perché Genet, ladro pederasta e truffatore», dico, «proprio per la sua anima schifosa, voleva essere amato». «’La sola idea di un’opera letteraria’, dice Genet, ‘mi fa alzare le spalle’. Cioè, della letteratura in sé, a Genet, non gliene fregava niente. «No?» dice X. «No», dico. «E penso che i veri scrittori, quel che li distingue dagli altri, è che le presentazioni dei loro libri vanno deserte perché nella vita, quelli scrittori sono proprio soli come dei cani. E semmai un giorno questi veri scrittori dovessero riempire le sale e finalmente crogiolarsi nell’affetto degli ammiratori amanti e amici conquistati, significa che nel frattempo, sono forse diventati dei brillanti letterati, ma in virtù di quel nuovo affetto ricevuto, di sicuro hanno cessato di essere dei veri scrittori». Così io penso, così.
 
 
So, so, so: so it goes, dice Kurt.
 

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