mercoledì 24 ottobre 2012

Indietro dalla realtà

La domanda reale è: perché questa diacronia tra la cronaca e l’universo mentale di chi si occupa di problemi politici e sociali? E perché, all’interno della cronaca, questa «divisione dei fenomeni»?
Ciò che avviene «fuori dal Palazzo» è qualitativamente, cioè storicamente, diverso da ciò che avviene «dentro il Palazzo»: è infinitamente più nuovo, spaventosamente più avanzato.
Ecco perché i potenti che si muovono «dentro il Palazzo», e anche coloro che li descrivono, si muovono come atroci, ridicoli, pupazzeschi idoli mortuari. In quanto potenti essi sono già morti, perché ciò che «faceva» la loro potenza – ossia un certo modo di essere del popolo italiano – non c’è più: il loro vivere è dunque un sussultare burattinesco. […]
È vero che i potenti sono stati lasciati indietro dalla realtà con addosso, come una ridicola maschera, il loro potere clerico-fascista, ma anche gli uomini dell’opposizione sono stati lasciati indietro dalla realtà con addosso, come ridicola maschera, il loro progressismo e la loro tolleranza.
[Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane, Torino, Einaudi, 2003, pgg.95-96]

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