lunedì 15 ottobre 2012

Compleanno

Venne il quindici ottobre, il giorno del mio compleanno.
La mattina telefonò mia madre.
«Tanti auguri! Ti ho comprato un regalo bellissimo!» disse, «è qui che ti aspetta per quando torni a casa guarita!».
«Io non guarirò», risposi, «non guarirò mai».
«Come?» disse mia madre.
Riattaccai. 
 
 
«Lo studente Spartaco Vadalà», diceva il telegiornale, «è stato colpito a un occhio da un candelotto sparato dalla polizia…».
«Povero giovane», disse la signora Emma portando in tavola la torta. Al centro della glassa ballava Betty Boop di marzapane.
«Era in corso una manifestazione popolare, la disgrazia è avvenuta a una distanza di quattro metri…».
Gigi batté le mani. Si era vestito elegante, quel giorno speciale, con un maglione verde bottiglia e i pantaloni lunghi. Ma ai piedi calzava i soliti sandali di corda con la suola consumata. C’erano anche l'Erminia e Ivan, due suoi compagni di classe che la signora Emma, col permesso di Sara, aveva invitato. Così stanno un po' in compagnia, aveva detto alla sorella.
«Il ragazzo aveva appena diciotto anni», diceva il giornalista, «è una tragedia per l’intera nazione, ha dichiarato il presidente Saragat…».
 La signora distribuì i piatti di carta colorata e i bicchieri con l'aranciata. Sul video, una barella era trascinata via tra la folla: «Il governo invita il mondo del lavoro e il movimento studentesco a riflettere sulle rivendicazioni sollevate».
Sara accese le candeline e io soffiai spegnendole tutte e sei in un colpo solo.
«Brava!» applaudì la signora Emma.
Poi Gigi si alzò in piedi. Sembrava volesse dire qualcosa, invece allungò il dito indice e lo affondò al centro della torta, dove c'era una decorazione rosa, e se lo leccò.
«Sa di fumo», disse strofinandolo nel vestito a pois dell'Erminia.
[da Le descrizioni]
 

 

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