Si scrive per i propri vicini o
per Dio. Decisi di scrivere per Dio con la mira di salvare i miei vicini.
Volevo dei beneficiati e non dei lettori. Il disprezzo corrompeva la mia
generosità. Già nel tempo in cui proteggevo le orfanelle, cominciavo col liberarmi
di loro facendole andare a nascondersi. Diventato scrittore, la mia maniera non
cambiò: prima di salvare l’umanità, avrei cominciato col bendarle gli occhi;
soltanto allora mi sarei voltato contro i piccoli sgherri neri e veloci, contro
le parole; quando la mia nuova orfanella avrebbe avuto il coraggio di
sciogliersi la benda, io sarei stato già lontano.
[Jean-Paul Sartre, Le parole,
op.cit., pag.124]
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