lunedì 22 ottobre 2012

Aneddoto secondo

La domenica entro nella libreria Ubik della città di P. In vetrina ho visto un romanzo di Magda Szabó, ‘Il vecchio pozzo’, col 25% di sconto. Entro. Vicino la cassa, adocchio il volume. Faccio un giro. Di fianco l’ingresso è uno scaffale con sopra la targa ‘Proposte’. Ci guardo: ‘Cinquanta sfumature di grigio’, ‘Cinquanta sfumature di nero’, ‘Cinquanta sfumature di…’, ‘Il manoscritto ritrovato ad Accra’, ‘L’inverno del mondo’. Guardo il ripiano di sotto: ‘Mettiamoci a cucinare’, ‘E mo’ te spiego Roma’. Quello sotto ancora: ‘Un diamante da Tiffany’, ‘La ragazza fantasma’… Sono alla cassa con Magda Szabó, devo pagare. «Ma quelli», dico indicando lo scaffale alla cassiera, «sono i romanzi che consigliate ai vostri clienti?». «I libri più venduti, sì», dice lei. «Cioè, i volumi che, in cuor vostro, sentite dover essere indispensabile lettura per chi legge?» dico. «Quelli che vanno di più, infatti», fa lei. «Ma sulla targa io non leggo l’espressione ‘libri più venduti’ oppure ‘top ten nella classifica dei libri più acquistati in Italia’», dico. «Io ci leggo la parola ‘Proposte’». «Proposte, certo», dice la commessa, «quel che ci chiedono maggiormente, insomma». Lascio lì Magda Szabó. Esco sulla piazza del mercato. Mi ricordo che in fondo all’isolato, prima del palazzo della Pilotta, ho visto un giorno un locale dall’insegna ‘Libri e culatelli’.

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