Io suppongo che come è idealistico l’odio per il
potere, sia idealistico anche il desiderio per il potere. Ed è forse
superficiale condannare, per elezione e senza discussione, il desiderio del
potere. La forma di idealismo che fa vivere quella città tutta uguale di
ricchi, o almeno di borghesi agiati, con le loro gerarchie interne, le
clientele di snob, di emarginati tollerati, ecc. su su fino ai veri potenti,
direttori di banche, grandi dirigenti di azienda, inamovibili burocrati,
ministri, è una naturale e – devo pur
scriverlo – innocente volontà di potere.
Coloro che – come nel mio caso – odiano il potere, in
un momento o l’altro della loro vita, in un momento inaugurale, l’hanno amato,
perché ciò è naturale, e perché è ciò che provoca poi un odio giustificato,
oltre che quasi religioso!
[Pier Paolo Pasolini, Petrolio, Milano, Mondadori,
2009, pag. 262]
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