Mai
l’ho capito, se quell'abito di seta appartenuto a mia madre, che mi piaceva
indossare nelle occasioni speciali, fosse vestito oppure sottoveste
oppure camicia da notte. L'unica cosa certa è che mia madre
ne era gelosissima. Lo teneva piegato in un cassetto insieme ai foulard. Mai
gliel'ho visto addosso. Mai ha lasciato il cassetto. Un giorno, che ero
adolescente, e mia madre era uscita per andare al funerale di una prozia, lo
tirai fuori. Lo distesi sul letto. Mi piaceva. Era di seta grezza, color crema.
Mi faceva pensare a certi vestiti beat degli anni Settanta. Lo indossai. Misi
sul piatto del giradischi l'lp 'Pearl' di Janis Joplin. Shake it, cantai davanti lo specchio, take another little piece of my heart now baby. Ci ballai dentro. Lo spiegazzai. E quando me lo
sfilai, mi accorsi che dietro, nella parte alta della gonna, si staccava una
piccola macchia scura. È sangue, pensai. Ed ebbi l'intuizione. Ecco la camicia
da notte che mia madre ha indossato la prima notte di nozze, mi dissi. Lei se
ne accorse, che lo avevo messo. Lo stirò. Lo ripose nel cassetto. Non mi disse
niente.
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