giovedì 18 ottobre 2012

So it goes #18

«Da quando le ho viste», dico a Z, «non riesco a levarmele di testa». «Che cosa?». «Le chiappe della Minetti», dico. «…Non è la loro perfezione a colpirmi», dico, «bensì l’inconciliabilità di quelle chiappe alla vita reale». «Cioè, per avere delle chiappe così», dico, «immagino che non ci si possa sedere mai. Nel senso che il semplice schiacciamento della seduta imprimerebbe una deformazione protratta nel tempo, l’inevitabile rovina». «Oh, niente c’è d’inconciliabile!» dice Z. «Se della vita, le chiappe sono il fine». «…Che è, per dirla alla Sant’Agostino, la questione dell’incomprensibilità dell’unione del corpo allo spirito», dico. «La questione è enigmatica, sì», dice Z, «ma parlerei piuttosto dell’incomprensibilità del perché ti caccino fuori un sacco di grana per mostrare nei denti le tue chiappe».
 
So, so so.

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