Tozzi e rincagnati come bulldog, bassi e tracagnotti come
cartucce piccole di volume, ma cariche di altissimo esplosivo. Così gli
scrittori di forte ingegno, ma privi di principii morali: non si preoccupano di
esplodere e offendere chi legge, tanto per loro solo l’effetto conta. Quanto
diversi da quest’altro scrittore «forte»: Dostoiewski, ma cristiano e fradicio
delle più cristiane malattie: epilessia, istinti criminali disperatamente
repressi; il quale trascina il lettore per la tremenda strada del suo delirio e
lo riduce uno straccio, ma in ultimo lo afferra e lo tira su, e con la sua mano
di strangolatore gli mostra il miracolo dell’Aurora.
[Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore, città, Milano,
Adelphi, 1984, pag. 182]
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