venerdì 19 ottobre 2012

Mano di strangolatore

Tozzi e rincagnati come bulldog, bassi e tracagnotti come cartucce piccole di volume, ma cariche di altissimo esplosivo. Così gli scrittori di forte ingegno, ma privi di principii morali: non si preoccupano di esplodere e offendere chi legge, tanto per loro solo l’effetto conta. Quanto diversi da quest’altro scrittore «forte»: Dostoiewski, ma cristiano e fradicio delle più cristiane malattie: epilessia, istinti criminali disperatamente repressi; il quale trascina il lettore per la tremenda strada del suo delirio e lo riduce uno straccio, ma in ultimo lo afferra e lo tira su, e con la sua mano di strangolatore gli mostra il miracolo dell’Aurora.
[Alberto Savinio, Ascolto il tuo cuore, città, Milano, Adelphi, 1984, pag. 182]

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