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mercoledì 17 luglio 2013

Vi hanno impedito di sapere chi siete

Lo spirito, la dignità mondana,
l'intelligente arrivismo, l'eleganza,
l'abito all'inglese e la battuta francese,
il giudizio tanto più duro quanto più liberale,
la sostituzione della ragione alla pietà,
la vita come scommessa da perdere da signori,
vi hanno impedito di sapere chi siete:
coscienze serve della norma e del capitale.
[Pier Paolo Pasolini, Ad alcuni radicali da 'La religione del mio tempo', op.cit., pag.115]

venerdì 1 marzo 2013

Una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino


Alla mia nazione

 Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare,
libera il mondo.
[Pier Paolo Pasolini, Nuovi epigrammi da ‘La religione del mio tempo’, 1961, Milano, Garzanti, pag. 143]

 

 

lunedì 4 febbraio 2013

Abominevoli scuolette, ritrovare un proprio modello di vita


Ora, ogni apertura a sinistra sia della scuola che della televisione non è servita a nulla: la scuola e il video sono autoritari perché statali, e lo stato è la nuova produzione (produzione di umanità). Se dunque i progressisti hanno veramente a cuore la condizione antropologica di un popolo, si uniscano intrepidamente a pretendere l’immediata cessazione delle lezioni della scuola dell’obbligo e delle trasmissioni televisive. Un quarticciolo senza abominevoli scuolette e abbandonato alle sue sere e alle sue notti, forse sarebbe aiutato a ritrovare un proprio modello di vita.
[Pier Paolo Pasolini, op.cit., pgg.170-171]

 

giovedì 24 gennaio 2013

Le persone serie


Le persone serie sono prima di tutto immorali. […]
Le persone serie sono in secondo luogo estremistiche. […]
Le persone serie sono in terzo luogo teppistiche. […]
Le persone serie sono in quarto luogo falsamente pratiche. […]
Le persone serie sono in quinto luogo falsamente idealistiche. […]
Le persone serie sono in sesto luogo ottuse. […]
Le persone serie sono in settimo luogo adulatrici. […]
Le persone serie sono in ottavo luogo razziste. […]
Le persone serie sono in nono luogo sessuofobe. […]
Le persone serie in decimo luogo (e questo è l’unico punto parzialmente a loro vantaggio) sono prive di spirito.
[Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane – Come sono le persone serie? – op.cit., pgg.159-164]

 

venerdì 2 novembre 2012

Sensazione esilarante

Ci sono persone che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si concretizzano davanti ai loro occhi in ideali da realizzare.
Se un bel giorno costoro non credono più […], ecco che riscoprono quel ‘nulla’ che per altri è stato sempre, invece, così ‘naturale’.
La scoperta del ‘nulla’ per essi è però una novità che implica altre cose: implica cioè non solo il proseguire dell’azione, dell’intervento, dell’operosità (intesi ora non più come Doveri ma come atti gratuiti) ma anche la sensazione esilarante che tutto ciò non sia che un gioco.
[Pier Paolo Pasolini, op. cit., pag.423]

 

domenica 28 ottobre 2012

Innocente volontà di potere

Io suppongo che come è idealistico l’odio per il potere, sia idealistico anche il desiderio per il potere. Ed è forse superficiale condannare, per elezione e senza discussione, il desiderio del potere. La forma di idealismo che fa vivere quella città tutta uguale di ricchi, o almeno di borghesi agiati, con le loro gerarchie interne, le clientele di snob, di emarginati tollerati, ecc. su su fino ai veri potenti, direttori di banche, grandi dirigenti di azienda, inamovibili burocrati, ministri, è una naturale  e – devo pur scriverlo – innocente volontà di potere.
Coloro che – come nel mio caso – odiano il potere, in un momento o l’altro della loro vita, in un momento inaugurale, l’hanno amato, perché ciò è naturale, e perché è ciò che provoca poi un odio giustificato, oltre che quasi religioso!
[Pier Paolo Pasolini, Petrolio, Milano, Mondadori, 2009, pag. 262]
 
 

mercoledì 24 ottobre 2012

Indietro dalla realtà

La domanda reale è: perché questa diacronia tra la cronaca e l’universo mentale di chi si occupa di problemi politici e sociali? E perché, all’interno della cronaca, questa «divisione dei fenomeni»?
Ciò che avviene «fuori dal Palazzo» è qualitativamente, cioè storicamente, diverso da ciò che avviene «dentro il Palazzo»: è infinitamente più nuovo, spaventosamente più avanzato.
Ecco perché i potenti che si muovono «dentro il Palazzo», e anche coloro che li descrivono, si muovono come atroci, ridicoli, pupazzeschi idoli mortuari. In quanto potenti essi sono già morti, perché ciò che «faceva» la loro potenza – ossia un certo modo di essere del popolo italiano – non c’è più: il loro vivere è dunque un sussultare burattinesco. […]
È vero che i potenti sono stati lasciati indietro dalla realtà con addosso, come una ridicola maschera, il loro potere clerico-fascista, ma anche gli uomini dell’opposizione sono stati lasciati indietro dalla realtà con addosso, come ridicola maschera, il loro progressismo e la loro tolleranza.
[Pier Paolo Pasolini, Lettere luterane, Torino, Einaudi, 2003, pgg.95-96]