Lo spirito, la dignità mondana,
l'intelligente arrivismo, l'eleganza,
l'abito all'inglese e la battuta francese,
il giudizio tanto più duro quanto più liberale,
la sostituzione della ragione alla pietà,
la vita come scommessa da perdere da signori,
vi hanno impedito di sapere chi siete:
coscienze serve della norma e del capitale.
[Pier Paolo Pasolini, Ad alcuni radicali da 'La religione del mio tempo', op.cit., pag.115]
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mercoledì 17 luglio 2013
martedì 30 aprile 2013
mercoledì 3 aprile 2013
venerdì 1 marzo 2013
Una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino
Alla mia nazione
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare,
libera il mondo.
[Pier Paolo Pasolini, Nuovi
epigrammi da ‘La religione del mio tempo’, 1961, Milano, Garzanti, pag. 143]
mercoledì 13 febbraio 2013
lunedì 4 febbraio 2013
Abominevoli scuolette, ritrovare un proprio modello di vita
Ora, ogni apertura a sinistra sia
della scuola che della televisione non è servita a nulla: la scuola e il video
sono autoritari perché statali, e lo stato è la nuova produzione (produzione di
umanità). Se dunque i progressisti hanno veramente a cuore la condizione
antropologica di un popolo, si uniscano intrepidamente a pretendere l’immediata
cessazione delle lezioni della scuola dell’obbligo e delle trasmissioni
televisive. Un quarticciolo senza abominevoli scuolette e abbandonato alle sue
sere e alle sue notti, forse sarebbe aiutato a ritrovare un proprio modello di
vita.
[Pier Paolo Pasolini, op.cit.,
pgg.170-171]giovedì 24 gennaio 2013
Le persone serie
Le persone serie sono prima di
tutto immorali. […]
Le persone serie sono in secondo
luogo estremistiche. […]
Le persone serie sono in terzo
luogo teppistiche. […]
Le persone serie sono in quarto
luogo falsamente pratiche. […]
Le persone serie sono in quinto
luogo falsamente idealistiche. […]
Le persone serie sono in sesto
luogo ottuse. […]
Le persone serie sono in settimo
luogo adulatrici. […]
Le persone serie sono in ottavo
luogo razziste. […]
Le persone serie sono in nono
luogo sessuofobe. […]
Le persone serie in decimo luogo
(e questo è l’unico punto parzialmente a loro vantaggio) sono prive di spirito.
[Pier Paolo Pasolini, Lettere
luterane – Come sono le persone serie? – op.cit., pgg.159-164]
domenica 30 dicembre 2012
venerdì 2 novembre 2012
Sensazione esilarante
Ci sono persone
che non credono in niente fin dalla nascita. Ciò non toglie che tali persone
agiscano, facciano qualcosa della loro vita, si occupino di qualcosa, producano
qualcosa. Altre persone invece hanno il vizio di credere: i doveri si
concretizzano davanti ai loro occhi in ideali da realizzare.
Se un bel
giorno costoro non credono più […], ecco che riscoprono quel ‘nulla’ che per
altri è stato sempre, invece, così ‘naturale’.
La scoperta del
‘nulla’ per essi è però una novità che implica altre cose: implica cioè non
solo il proseguire dell’azione, dell’intervento, dell’operosità (intesi ora non
più come Doveri ma come atti gratuiti) ma anche la sensazione esilarante che
tutto ciò non sia che un gioco.
[Pier Paolo
Pasolini, op. cit., pag.423]
domenica 28 ottobre 2012
Innocente volontà di potere
Io suppongo che come è idealistico l’odio per il
potere, sia idealistico anche il desiderio per il potere. Ed è forse
superficiale condannare, per elezione e senza discussione, il desiderio del
potere. La forma di idealismo che fa vivere quella città tutta uguale di
ricchi, o almeno di borghesi agiati, con le loro gerarchie interne, le
clientele di snob, di emarginati tollerati, ecc. su su fino ai veri potenti,
direttori di banche, grandi dirigenti di azienda, inamovibili burocrati,
ministri, è una naturale e – devo pur
scriverlo – innocente volontà di potere.
Coloro che – come nel mio caso – odiano il potere, in
un momento o l’altro della loro vita, in un momento inaugurale, l’hanno amato,
perché ciò è naturale, e perché è ciò che provoca poi un odio giustificato,
oltre che quasi religioso!
[Pier Paolo Pasolini, Petrolio, Milano, Mondadori,
2009, pag. 262]
mercoledì 24 ottobre 2012
Indietro dalla realtà
La
domanda reale è: perché questa diacronia tra la cronaca e l’universo mentale di
chi si occupa di problemi politici e sociali? E perché, all’interno della
cronaca, questa «divisione dei fenomeni»?
Ciò
che avviene «fuori dal Palazzo» è qualitativamente, cioè storicamente, diverso
da ciò che avviene «dentro il Palazzo»: è infinitamente più nuovo,
spaventosamente più avanzato.
Ecco
perché i potenti che si muovono «dentro il Palazzo», e anche coloro che li
descrivono, si muovono come atroci, ridicoli, pupazzeschi idoli mortuari. In
quanto potenti essi sono già morti, perché ciò che «faceva» la loro potenza –
ossia un certo modo di essere del popolo italiano – non c’è più: il loro vivere
è dunque un sussultare burattinesco. […]
È
vero che i potenti sono stati lasciati indietro dalla realtà con addosso, come
una ridicola maschera, il loro potere clerico-fascista, ma anche gli uomini
dell’opposizione sono stati lasciati indietro dalla realtà con addosso, come
ridicola maschera, il loro progressismo e la loro tolleranza.
[Pier
Paolo Pasolini, Lettere luterane, Torino, Einaudi, 2003, pgg.95-96]
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