«Ci chiamavamo tutti con nomi di animale», disse.
Raccontò che una domenica aveva invitato a cena un ragazzo anche lui pony express, un trentino che chiamavano Lupo. Per l'occasione aveva comprato del gulasch in lattina. Poi si accorsero che il fornello elettrico era guasto. Lupo suggerì di scaldare la carne con una candela. Prese fuoco. Fecero appena in tempo a gettarla dalla finestra.
Raccontò che una volta aveva invitato un ucraino, Pulce.
«Orso», si era raccomandato, «io mangio solo salsiccia, e di puro maiale».
Max raccontò che gliela servì con una strisciata di senape. Di come Pulce si leccasse le dita, alla fine.
Raccontò di quando invitò un ragazzo di Lecce. Gli preparò delle omelette alla marmellata.
«Orso, io non sopporto la marmellata», gli disse Canguro, così si chiamava, «se non ti dispiace, ho portato delle cozze sottovuoto», gli disse. Farcirono le omelette con le cozze.
«Di quei ragazzi», disse Max, «non ho mai saputo il
vero nome».
[dalla Guida gastronomica]
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