Davanti il portone di casa mia, c'è un piccolo altare.
È incassato nella profondità del torresotto, con un vaso di fiori finti e
l'immagine della Madonna col bambino dipinta sul muro, protetti da una grata.
Dal fondo della via, guardando dritto a quel punto, è possibile incappare in
una specie di miraggio: avere la suggestione che ci sia una persona, sul
marciapiede, inginocchiata in preghiera davanti la Madonna. Poi appena ci si
avvicina, subito si capisce l'inganno. Che la sagoma scura, visibile anche da
lontano, non è quella di un essere umano. Si tratta di un gruppo di biciclette,
ciascuna collegata col lucchetto alla grata del torresotto.
Biciclette abbandonate lì, per qualche sconosciuta ragione: scheletri
metallici, senza ruote né manubrio che solo aspettano di essere rimossi. Eppure
quando il vigile urbano se li porta via, in quel preciso tratto del
marciapiede, si ha la nitida sensazione di un vuoto. Il vuoto della
suggestione di una persona inginocchiata in preghiera sotto il portico.
Nessun commento:
Posta un commento