La Rossana abita nell'appartamento al piano di sopra,
va in quarta elementare ed è la mia migliore amica. Ogni pomeriggio, mentre
Sara studia in salotto con le sue compagne di Università, ho il permesso che
giochiamo in camera mia alle interviste dei personaggi Vip.
Le interviste sono un genere di conversazione libera
di nostra invenzione e a volte io e la Rossana crepiamo anche dalle risate per
gli argomenti e i personaggi che intervistiamo. Don Lurio, per esempio, papa
Paolo VI, Diana Ross, Felice Gimondi.
Le domande che il giornalista pone possono essere le
più disparate. Non fissiamo limiti in nessun caso: si può chiedere tutto quello
che si è curiosi di sapere.
Prima di cominciare l'intervista, una
di noi, a turno, chiude gli occhi, apre la “Settimana enigmistica” di Sara e
punta il dito indice sulla pagina, a caso indicando una parola. E questa, col
suo significato, è obbligatorio che la usiamo nell'intervista.
La Rossana ebbe l'idea del personaggio
Vip da intervistare: un principe.
«Quale principe?» chiesi. In Italia
infatti non c'è il re ma il presidente. L'Italia è una repubblica, dice la
maestra.
«Il principe Valerio Borghese», disse
la Rossana.
«E chi è?».
«Se non lo conosci, tu fai la
giornalista».
«Va bene. Buongiorno signor principe»,
dissi.
«Buongiorno signorina giornalista».
«I nostri amici della televisione Primo
Canale vogliono sapere da te perché sei diventato personaggio Vip».
«Perché ho fatto una cospirazione».
«Cosa intendi?».
«Ho formato una banda criminale che con
la forza voleva comandare l'Italia».
«Ma in Italia governa il presidente».
«Ho detto comandare, non governare».
«Con la forza, solo i banditi si
impongono».
«Io non sono un bandito: sono un
principe».
A quel punto, mi sedetti alla scrivania.
Feci finta di staccare la cornetta di un telefono immaginario collegato al muro e dissi: «Pronto, polizia, qui c'è un principe che odia la
democrazia».
«Che cos'è, signorina giornalista, la
democrazia?».
«Che l'Italia, la governa il popolo
italiano».
«Il popolo? Tu non saresti capace di
governare nemmeno una mosca! Io sono il capo supremo e della democrazia, me ne
infischio!».
«Sei in arresto, allora».
Il principe-Rossana scappò in bagno. Si
chiuse dentro girando la chiave nella serratura.
Corsi davanti alla porta: «Esci di
lì!».
Picchiai tanto che alla fine si arrese.
«La legge è uguale per tutti, caro
principe», dissi.
[da Le descrizioni]
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