giovedì 22 marzo 2012

Democrazia

La Rossana abita nell'appartamento al piano di sopra, va in quarta elementare ed è la mia migliore amica. Ogni pomeriggio, mentre Sara studia in salotto con le sue compagne di Università, ho il permesso che giochiamo in camera mia alle interviste dei personaggi Vip.
Le interviste sono un genere di conversazione libera di nostra invenzione e a volte io e la Rossana crepiamo anche dalle risate per gli argomenti e i personaggi che intervistiamo. Don Lurio, per esempio, papa Paolo VI, Diana Ross, Felice Gimondi.
Le domande che il giornalista pone possono essere le più disparate. Non fissiamo limiti in nessun caso: si può chiedere tutto quello che si è curiosi di sapere.
Prima di cominciare l'intervista, una di noi, a turno, chiude gli occhi, apre la “Settimana enigmistica” di Sara e punta il dito indice sulla pagina, a caso indicando una parola. E questa, col suo significato, è obbligatorio che la usiamo nell'intervista.


 
 Democrazia saltò fuori quel pomeriggio.
La Rossana ebbe l'idea del personaggio Vip da intervistare: un principe.
«Quale principe?» chiesi. In Italia infatti non c'è il re ma il presidente. L'Italia è una repubblica, dice la maestra.
«Il principe Valerio Borghese», disse la Rossana.
«E chi è?».
«Se non lo conosci, tu fai la giornalista».
«Va bene. Buongiorno signor principe», dissi.
«Buongiorno signorina giornalista».
«I nostri amici della televisione Primo Canale vogliono sapere da te perché sei diventato personaggio Vip».
«Perché ho fatto una cospirazione».
«Cosa intendi?».
«Ho formato una banda criminale che con la forza voleva comandare l'Italia».
«Ma in Italia governa il presidente».
«Ho detto comandare, non governare».
«Con la forza, solo i banditi si impongono».
«Io non sono un bandito: sono un principe».
A quel punto, mi sedetti alla scrivania. Feci finta di staccare la cornetta di un telefono immaginario collegato al muro e dissi: «Pronto, polizia, qui c'è un principe che odia la democrazia».
«Che cos'è, signorina giornalista, la democrazia?».
«Che l'Italia, la governa il popolo italiano».
«Il popolo? Tu non saresti capace di governare nemmeno una mosca! Io sono il capo supremo e della democrazia, me ne infischio!».
«Sei in arresto, allora».
Il principe-Rossana scappò in bagno. Si chiuse dentro girando la chiave nella serratura.
Corsi davanti alla porta: «Esci di lì!».
Picchiai tanto che alla fine si arrese.
«La legge è uguale per tutti, caro principe», dissi.
[da Le descrizioni]

Nessun commento:

Posta un commento