sabato 15 settembre 2012

Azioni

«È che, in fondo, le azioni della gente sembrano esser più interessanti del perché le compiono», ha scritto Carver.
[Raymond Carver, Esercizi, in Il mestiere di scrivere, op.cit., pag.157]

giovedì 13 settembre 2012

So it goes #7

«Gli intellettuali italiani sono sempre stati dei cortigiani», dice Pasolini. «Sempre sono vissuti dentro il potere». «L’uomo è un essere cerimoniale», dice Sartre. «È stato creato per rappresentare una commedia», dice. «Nella gestione dei rapporti umani, io», dico a Y., «sono negata». «Sono una scrittrice», dico, «mica una pierre». «Non sei una troia, no», dice Y.
 
 So it goes, dice Kurt.

mercoledì 12 settembre 2012

Illusione capitale

Il mio posto è un sesto piano parigino con vista sui tetti. Mi sentii per molto tempo soffocare nelle vallate, le pianure mi prostrarono: mi trascinavo sul pianeta Marte, la gravità mi schiacciava; mi bastava salire a una topaia per ritrovare la gioia: ritornavo al mio sesto piano simbolico, vi respiravo nuovamente l’aria rarefatta delle Belle Lettere, l'Universo si disponeva a piani sotto di me, e ogni cosa umilmente sollecitava un nome, dare ad esse un nome era al tempo stesso crearle e prenderle. Senza questa illusione capitale non avrei mai scritto.
[Jean-Paul Sartre, Le parole, Milano, Il Saggiatore, 2011, trad. it. di L. de Nardis, pgg.42-43]

 

sabato 8 settembre 2012

Un ometto dalle pupille luccicanti


È curioso notare che in un tempo come il nostro, così portato a chiarire tutto, così pronto a eliminare il mistero, in possesso, come mai in precedenza, di strumenti e di metodi d’indagine che permettono, giorno dopo giorno, di estendere il confine del sapere e di far compiere prodigiosi balzi in avanti alla scienza, è curioso notare, dicevo, che mai come oggi il mistero è stato così presente nella vita.
Lo si percepisce ovunque, perfino nei quotidiani, specchi della vita moderna, che vengono composti e curati in modo tale che ogni cosa sia chiara e logica, scoprirete tra le righe, in margine a ogni notizia, una dose di mistero che fa sì che le vicende più semplici diventino complicate, oscure, quasi fossero il prodotto di una forza occulta che le modella e le dirige…
E così c’è chi si dice sicuro che il mondo contemporaneo è governato da un misterioso consesso di vecchi saggi che vivono nel cuore dell’India e che hanno in mano il nostro destino, o dai Sei Savi di Sion, o da un ometto rintanato in un piccolo ufficio di Parigi, Londra, Berlino o New York, un ometto dalle pupille luccicanti, dotato di una volontà terribile e di un cuore fatto solo di cifre, quotazioni, milioni, miliardi, dollari, registri, oro, banconote, che compra tutto, dirige tutto, può tutto. Nessuno li ha mai visti, questi terribili padroni del mondo, ma la loro presenza è così palpabile che si potrebbe quasi scrivere la loro biografia. Sono loro la causa di tutto…
La loro voracità è insaziabile.
Forse sono solo dei fantasmi, ma in ogni parte del mondo, la gente li accusa di tutto.
E ne ha paura.
[Blaise Cendrars, Rhum, Roma, Editori Riuniti, 1998, trad. it. di Francesco Colombo, pgg.99-100]

 

venerdì 7 settembre 2012

So it goes #6


«Il nostro paese è dominato da uomini malvagi», dicono le Pussy Riot, «che pensano sia illegale dirsi femministe e cantare musica punk». «Siamo pro sex», dice Libération che dice la prostituta Morgane, «pro porno e pro puttane». «Fais moi mal», dico io con Boris Vian, «Johnny Johhny Johhny…». «Envole-moi au ciel», dico anche, «zoum!».
 
So it goes, dice Kurt.

giovedì 6 settembre 2012

So it goes #5

«Che la BCE acquisti bond senza limiti», dice la Merkel, «è inaccettabile». «Le controllo i compiti a casa, se vanno bene», dice Y., «ma le regole, quelle se le deve imparare da sola». «Nessuno è solo finché di notte», dice Tiziano Ferro. «Il sole esiste per tutti», dice anche. «E fuori è buio», dice.
 
So it goes, dice Kurt.

lunedì 3 settembre 2012

So it goes #4


Il lavoro, dice Adam Smith, è il fondo da cui ogni nazione trae le cose necessarie e comode alla vita. «Sai cosa mi sembra l’Italia?» disse Pasolini ad Arbasino. «Un tugurio i cui proprietari sono riusciti a comprarsi il televisore». «Quaggiù da noi», dice un minatore della Sulcis, «lavorano molti laureati».

 So it goes, dice Kurt.